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Un'origine che affonda nel mito. Si narra che Acireale, come gli altri siti il cui nome comincia per Aci, abbia avuto origine da Xiphonia, misteriosa città greca di cui oggi non si hanno tracce. Il nome della città, come raccontato dai poeti Virgilio e Ovidio, è legato alla mitologia greca, ed, in particolare, all'episodio del tormentato amore tra il pastore Aci e la ninfa Galatea, contrastato dal Ciclope Polifemo, anch'egli innamorato della ninfa. Polifemo, per gelosia, schiacciò il suo rivale sotto una pietra. Dopo questa tragedia, la ninfa chiese agli dei di trasformare il sangue del giovane Aci in un fiume che i Greci chiamavano Akis e che scorreva in un letto prevalentemente sotterraneo.
Dopo le sue origini greche, la città passò nelle mani dei romani, degli arabi e degli spagnoli.
Il 1500 fu un periodo molto importante per Acireale poiché si consolidò una forte classe mercantile che portò in città notevoli ricchezze, con l'istituzione di diversi ordini religiosi. Questo periodo ha lasciato un segno così importante che, ancora oggi, la città è definita “la città dei cento campanili”.
Con il terribile terremoto del 1693 la città fu parzialmente distrutta, come gran parte della Sicilia sud-orientale. Fu ricostruita in stile barocco, come si può vedere oggi dalle facciate dei suoi edifici.
La città è nota per il Carnevale di Acireale che attira visitatori da tutta la Sicilia, oltre che dalle altre regioni d'Italia, grazie alle sfilate di carri allegorico-grotteschi e gruppi mascherati nonchè di carri allegorici fioriti, che sono una prerogativa tipica della città.

Com amor, para sempre
Con amore, per sempre